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Saturazione ossigeno: come misurarla, valori normali

Valutare con attenzione la saturazione dell’ossigeno è fondamentale per poter monitorare al meglio le funzionalità respiratorie, soprattutto nei soggetti che soffrono di patologie a carico dei polmoni o dei bronchi.

Misurare la saturazione significa, nel dettaglio, individuare la percentuale di molecole di ossigeno che sono legate all'emoglobina, in altre parole verificare il livello di ossigenazione del sangue per assicurarsi che la persona stia respirando in modo adeguato e che non si stia manifestando una carenza di ossigeno.

Negli ultimi anni, a causa della pandemia da Covid-19, conoscere gli strumenti efficaci per misurare la saturazione in completa autonomia è diventato fondamentale al fine di tutelare la salute, cogliendo in modo repentino le prime avvisaglie di danni ai polmoni.

Come misurare la saturazione

La saturazione viene misurata in modo professionale in ambito sanitario, soprattutto nel corso di eventuali emergenze, tuttavia è anche possibile misurare il livello di ossigeno nel sangue restando comodamente a casa e avendo a disposizione uno strumento ad hoc.

È sufficiente dotarsi di un pratico strumento chiamato saturimetro o pulsossimetro, piccolo apparecchio manuale semplice da utilizzare (acquistabile in farmacia, negli store sanitari o anche online) che deve essere semplicemente applicato su un dito.

Il display visualizzerà alcuni valori relativi alla saturazione, che possono essere letti ed interpretati conoscendo il range dei valori normali. Un sensore luminoso, precisamente, consente di rilevare la quantità di ossigeno presente attraverso i tessuti e di trasformarla in un valore numerico.

Per ottenere una misurazione efficace, inoltre, è importante effettuare più misurazioni ravvicinate e avere cura di applicare lo strumento nel modo corretto, tenendo conto che la presenza di smalti e gel sulle unghie possono alterare la misurazione.

Valori normali della saturazione

Quali sono i valori normali della saturazione? Ecco alcuni parametri di riferimento:

  • uno stato di ossigenazione normale è indicato da valori che spaziano tra 95% e 100%, sebbene quest’ultima cifra possa anche essere indice di iperventilazione
  • valori tra il 93% e il 95% indicano una lieve ipossia
  • un valore inferiore a 90% viene considerato insufficiente
  • valori tra il 92% e il 90% segnalano che l’ossigenazione e la carenza di ossigeno potrebbe richiedere una ventilazione aggiuntiva.

Quando contattare il medico

Monitorando la saturazione dell’ossigeno e facendo riferimento ai parametri standard, è possibile accorgersi immediatamente di eventuali alterazioni in modo da contattare immediatamente il medico o l’assistenza sanitaria.

Tra le possibili cause dell’ipossia, ad esempio, si annoverano asma, bronchiti, broncopneumopatie croniche, anemia ed enfisema ma anche polmoniti: a tal proposito, in caso di positività al Covid e in presenza di sintomi respiratori (tosse e febbre) è molto utile procedere con misurazioni regolari. I sintomi che potrebbero far pensare a una bassa saturazione, infine, comprendono fiato corto, capogiri, tachicardia, colorito bluastro che si percepisce soprattutto nelle estremità, mal di testa e aumento della pressione del sangue. La cosiddetta dispnea, vale a dire un senso di affanno che rende difficile la semplice respirazione, può manifestarsi sia all’improvviso in forma acuta sia lentamente e gradualmente.

Saturazione ossigeno: come misurarla, valori normali

Valutare con attenzione la saturazione dell’ossigeno è fondamentale per poter monitorare al meglio le funzionalità respiratorie, soprattutto nei soggetti che soffrono di patologie a carico dei polmoni o dei bronchi.

Misurare la saturazione significa, nel dettaglio, individuare la percentuale di molecole di ossigeno che sono legate all'emoglobina, in altre parole verificare il livello di ossigenazione del sangue per assicurarsi che la persona stia respirando in modo adeguato e che non si stia manifestando una carenza di ossigeno.

Negli ultimi anni, a causa della pandemia da Covid-19, conoscere gli strumenti efficaci per misurare la saturazione in completa autonomia è diventato fondamentale al fine di tutelare la salute, cogliendo in modo repentino le prime avvisaglie di danni ai polmoni.

Come misurare la saturazione

La saturazione viene misurata in modo professionale in ambito sanitario, soprattutto nel corso di eventuali emergenze, tuttavia è anche possibile misurare il livello di ossigeno nel sangue restando comodamente a casa e avendo a disposizione uno strumento ad hoc.

È sufficiente dotarsi di un pratico strumento chiamato saturimetro o pulsossimetro, piccolo apparecchio manuale semplice da utilizzare (acquistabile in farmacia, negli store sanitari o anche online) che deve essere semplicemente applicato su un dito.

Il display visualizzerà alcuni valori relativi alla saturazione, che possono essere letti ed interpretati conoscendo il range dei valori normali. Un sensore luminoso, precisamente, consente di rilevare la quantità di ossigeno presente attraverso i tessuti e di trasformarla in un valore numerico.

Per ottenere una misurazione efficace, inoltre, è importante effettuare più misurazioni ravvicinate e avere cura di applicare lo strumento nel modo corretto, tenendo conto che la presenza di smalti e gel sulle unghie possono alterare la misurazione.

Valori normali della saturazione

Quali sono i valori normali della saturazione? Ecco alcuni parametri di riferimento:

  • uno stato di ossigenazione normale è indicato da valori che spaziano tra 95% e 100%, sebbene quest’ultima cifra possa anche essere indice di iperventilazione
  • valori tra il 93% e il 95% indicano una lieve ipossia
  • un valore inferiore a 90% viene considerato insufficiente
  • valori tra il 92% e il 90% segnalano che l’ossigenazione e la carenza di ossigeno potrebbe richiedere una ventilazione aggiuntiva.

Quando contattare il medico

Monitorando la saturazione dell’ossigeno e facendo riferimento ai parametri standard, è possibile accorgersi immediatamente di eventuali alterazioni in modo da contattare immediatamente il medico o l’assistenza sanitaria.

Tra le possibili cause dell’ipossia, ad esempio, si annoverano asma, bronchiti, broncopneumopatie croniche, anemia ed enfisema ma anche polmoniti: a tal proposito, in caso di positività al Covid e in presenza di sintomi respiratori (tosse e febbre) è molto utile procedere con misurazioni regolari. I sintomi che potrebbero far pensare a una bassa saturazione, infine, comprendono fiato corto, capogiri, tachicardia, colorito bluastro che si percepisce soprattutto nelle estremità, mal di testa e aumento della pressione del sangue. La cosiddetta dispnea, vale a dire un senso di affanno che rende difficile la semplice respirazione, può manifestarsi sia all’improvviso in forma acuta sia lentamente e gradualmente.